L'INGHILTERRA AD EURO 1996

13/01/2020

Era l’estate in cui il calcio tornava a casa. L’Inghilterra 30 anni dopo la vittoria in coppa del mondo, aveva la possibilità di celebrare una nuova vittoria agli europei “casalinghi” del 1996. L’ottimismo generato dallo spettacolare goal di Paul Gascoigne contro la Scozia era stato ulteriormente alimentato dalla netta vittoria sull’Olanda (4-1 ndr). Persino un risultato poco brillante nei quarti di finale contro la Spagna, quando l’Inghilterra è stata piuttosto fortunata a non perdere dopo i calci di rigore, non ha intaccato l’ottimismo onnipresente. Euro 96 è ricordato con affetto dagli inglesi come una delle migliori prestazioni della propria nazionale; dopotutto era solo la quarta volta che l’Inghilterra aveva raggiunto una semifinale in competizione mondiale o europea. In parole povere, Euro 96 viene ricordato come un successo; uno dei pochi tornei in cui l’Inghilterra ha raggiunto le ultime fasi. Ma è stato davvero un successo? Anche se la percezione, considerato il piazzamento nella competizione, farebbe pensare a questo, nel 1996, l’Inghilterra perse la migliore possibilità per una generazione di porre fine a quegli anni di sofferenza. Le stelle si erano allineate per l’Inghilterra. Era un torneo che avrebbero potuto e forse avrebbero dovuto vincere. Nella Coppa del Mondo del 1990, raggiungere la semifinale, al di là delle speranze e delle aspettative della maggior parte delle persone, è stato un successo. In Euro 96, l’occasione era ghiotta per ottenere di più. È stata una vera occasione mancata. Molte delle altre principali nazionali europee erano in una fase di transizione, giocavano male o erano semplicemente deboli in quel momento. L’opportunità era quasi unica. Non c’era nessun avversario di valore assoluto, nessuna squadra epocale, nessun giocatore superstar pronto a trascinare la sua nazione alla vittoria. Fu un torneo equilibrato che molte squadre avrebbero potuto realisticamente vincere. Mentre alcune di loro gradualmente fallivano (l’Italia di Arrigo Sacchi in testa) l’Inghilterra era una delle poche che aveva una grossa possibilità di trionfo. Eppure l’Inghilterra era arrivata al torneo in seguito ad un periodo nero sotto la guida di Graham Taylor, dopo aver sciaguratamente fallito, infatti, la qualificazione ai mondiali degli Stati Uniti del 1994. L’arrivo di Terry Venables ha segnato una rapida ripresa. L’Inghilterra, per una volta, si vantava di un gruppo di giocatori di calibro sufficiente da far sì che i sogni di gloria solitamente irrealistici portassero con sé un pizzico di realismo in questa occasione. Giocatori come Tony Adams e David Seaman, Paul Ince a centrocampo, Darren Anderton, Teddy Sheringham e un giovane Steve McManaman che forniscono rifornimenti per la testa di Alan Shearer, fresco vincitore della premier con i Blackburn Rovers l’anno prima. Della fase a gironi un’immagine su tutte, Momento passato alla storia: la vittoria del derby sulla Scozia, ricordata per il meraviglioso tiro al volo di Gascoigne e la celebrazione della “sedia da dentista” – un riferimento al rituale goliardico a base di alcol fatto da alcuni giocatori della nazionale inglese pochi giorni prima dell’inizio dell’europeo, che fa scoppiare una polemica sui tabloid.
 

Ma, come sempre, Euro 96 è terminata con l’inevitabile delusione dell’eliminazione da parte dei tedeschi… La semifinale contro la Germania ha avuto un inizio perfetto per gli inglesi, Shearer apre le marcature con un colpo di testa dopo soli due minuti.



Il vantaggio dura solo 14 minuti, quando Stefan Kuntz appoggia in rete l’1-1. Segue una dura battaglia tattica tra due squadre di qualità e la partita arriva ai tempi supplementari. Entrambe le squadre hanno avuto possibilità di segnare. Darren Anderton con un’opportunità d’oro per battere Andreas Kopke ma ha colpito il palo. Mentre alla Germania veniva annullato un goal Ma è stato Gascoigne ad avvicinarsi al goal quando ha mancato di un soffio la deviazione verso la porta vuota. E seguì la quarta lotteria dei rigori del torneo, facendo entrare in gioco anche la superstizione… Gli inglesi si erano presentati in campo con una divisa grigia, in quanto squadra ospite secondo il tabellone. Nei giorni precedenti la sfida sui media inglesi si fece un gran parlare della colpevole assenza della tradizionale maglia da trasferta rossa, un amuleto pensando alla vittoria mondiale di 30 anni prima proprio di fronte alla Germania in quel di Wembley. La maglia rossa per la prima volta non era stata semplicemente affiancata da una terza divisa che tra gli anni ’80 e ’90 era solitamente celeste, ma accantonata in favore di questa grigia. A dirla tutta, il colore ufficialmente non era il grigio ma tale indigo blue (indaco), almeno secondo la denominazione della casa produttrice.



La maglia in questione non era a tinta unita in quanto presentava un effetto strisce verticali tono su tono su fronte, retro e maniche. Vista nel dettaglio, la diversità delle strisce non era figlia dell’utilizzo di due tonalità di grigio differenti, ma della stessa a tinta unita nelle strisce più scure e alternata a righine bianche in quelle più chiare. I loghi erano posizionati tutti al centro. Nomi e numeri, bianchi con uno spesso bordo rosso, erano applicati con un carattere squadrato. Particolare il colletto, che non era in maglieria, ma realizzato con lo stesso materiale del resto della maglia. Nel lato superiore era a righine bianco-grigie con bordi bianchi e le due zone di colore separate da una riga rosso-blu. La parte inferiore era completamente bianca. La chiusura era garantita da un bottoncino in stile alamaro.

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Il nuovo colore non portò bene. L’Inghilterra dimostro di tener a bada la tensione per i tiri dagli undici metri e non sbaglio nessuno dei primi 5 rigori. Sfortunatamente per gli inglesi, neanche la Germania… Il primo errore è stato di Gareth Southgate. Tiro facilmente addomesticato da Kopke. Spetta a Seaman mantenere vive le speranze dell’Inghilterra. Ma il rigore perfetto di Andreas Moller ha battuto facilmente portiere dell’Arsenal e fatto gioire i tifosi tedeschi. Mentre i tifosi dell’Inghilterra hanno rivissuto la delusione della sconfitta…